Ci sono persone che desiderano da anni vivere con un gatto, ma continuano a rimandare.
Non perché non lo desiderino abbastanza. Perché hanno paura di aggiungere un
altro impegno a una vita che, spesso, sembra già troppo piena.
Il lavoro, la casa, la famiglia, gli appuntamenti, gli imprevisti. Giornate che iniziano
presto e finiscono più tardi del previsto, settimane nelle quali sembra di rincorrere
continuamente qualcosa e momenti in cui arriviamo a sera desiderando soltanto un po’ di
tranquillità.
E allora nasce una domanda comprensibile:
È una domanda responsabile. Perché un gatto richiede cure, attenzioni, presenza e
affetto. Dipenderà da noi per la sua alimentazione, la sua salute e il suo benessere.
Ma questo non significa necessariamente aggiungere alla nostra giornata lo stress
che immaginiamo.
Il gatto ha una sua autonomia e le sue esigenze possono conciliarsi bene anche con una
vita piena di impegni. Può trascorrere serenamente alcune ore in casa mentre siamo al
lavoro o impegnati nelle nostre attività, quando vive in un ambiente adatto alle sue
esigenze.
E poi accade qualcosa che, prima di viverlo, è difficile spiegare.
Torniamo a casa dopo una giornata pesante e lo troviamo lì. Si avvicina, si accoccola
accanto a noi, fa le fusa. Oppure semplicemente condivide la stanza, con quella presenza
discreta che appartiene così tanto ai gatti.
Non cancella i nostri problemi e non rende improvvisamente semplici le giornate
difficili. Ma può cambiare il modo in cui le concludiamo. Quello che
temevamo potesse diventare un altro pensiero, può diventare uno dei momenti in cui
finalmente smettiamo di pensare a tutto il resto.